(02/05/2003)
La radiochirurgia stereotassica
I risultati del trattamento con la radiochirurgia stereotassica del neurinoma acustico, del cancro della prostata e delle localizzazioni neoplastiche "Whole liver" sono tre tematiche di particolare interesse, presentate recentemente a Milano dal prof. Gilbert Lederman, Direttore del Dipartimento di Radiologia Oncologica- Staten Island University Hospital di New York, nel corso di un incontro su "La radiochirurgia stereotassica in oncologia: reali prospettive terapeutiche".
Il termine "radiochirurgia" fa riferimento ad una particolare forma di radioterapia, applicabile a diverse sedi corporee e destinata alla cura di diverse forme di tumori, anche metastatici individuati attraverso metodi stereotassici estremamente accurati.
La metodica, sviluppata presso il prestigioso Karolinska Institute di Stoccolma agli inizi degli anni '80, si diffuse poi ad altri Centri, soprattutto americani, in primo luogo presso lo Staten Island University Hospital di New York. Questo centro, oltre al Karolinska, vanta oggi la più ampia casistica - oltre 100.000 pazienti trattati, provenienti da tutto il mondo - ed il maggior numero di successi ottenuti.
La radiochirurgia stereotassica può essere usata per tumori localizzati un po' ovunque, dalla testa ai piedi. Alcune volte la si impiega come terapia iniziale, subito dopo la diagnosi; più spesso la si utilizza ancora in seconda fase, dopo che la chirurgia o la chemioterapia o la radiologia convenzionale non hanno ottenuto i risultati sperati.
Il termine "radiochirurgia" è tuttavia improprio in quanto non si tratta di chirurgia ma di una tecnica in grado di portare radiazioni multiple con estrema decisione sul bersaglio, risparmiando i tessuti sani che circondano il tumore. Ciò è reso possibile da una struttura stereotassica non invasiva in grado di mantenere il corpo in posizione stabile.
"Dopo anni di ricerca abbiamo realizzato un sistema per trattare una patologia definita "benigna" ma con importanti effetti collaterali per la sua collocazione anatomica: il neurinoma acustico - ha messo in evidenza il prof. Lederman - Questa patologia, infatti, oggi abbastanza diffusa nel mondo, aveva come sola indicazione terapeutica la chirurgia che, pur risolvendo un fastidioso problema non poteva evitare un effetto collaterale irreversibile: la perdita dell'udito dalla parte sottoposta all'intervento. Oggi, grazie alla Radiochirurgia , con una tecnica praticata solo allo Staten Island, il neurinoma acustico è facilmente trattabile. In poche ore, senza dover aprire chirurgicamente il paziente, permettendogli di continuare a vivere una vita senza alcuna emarginazione sociale."
Lederman ha poi illustrato il sistema per evitare l'effetto collaterale derivato dall'asportazione chirurgica o delle terapie ormonali messe in atto per la cura del cancro della prostata. Si tratta di un sistema radiochirurgico che permette (associando la Radiochirurgia alla Brachiterapia "Inserimento di Semini all'interno della prostata e più precisamente intorno al tumore") di trattare con estrema precisione la zona interessata, salvaguardando l'integrità della prostata che così può continuare a svolgere le sue funzioni e quindi mantenere la funzione sessuale.
Per quanto riguarda le localizzazioni neoplastiche al fegato (primitive o secondarie), la problematica è che si tratta, nella maggior parte dei casi, di lesioni multiple e questo limita la possibilità di intervenire sia chirurgicamente che radioterapeuticamente. "Dopo anni di studi - ha affermato Lederman - ho messo a punto un nuovo sistema terapeutico per questo tipo di tumore. Con la tecnica stereotassica, infatti, si riesce a trattare tutto il fegato senza intaccare altri organi. Questo sistema, ovviamente, non è la soluzione del problema ma rappresenta un reale progresso. Ovviamente il paziente deve essere in buone condizioni generali e dopo il trattamento radiochirurgico deve continuare le cure con altri trattamenti (chemioterapia, immunoterapia, ecc.) per evitare che, dopo un certo periodo, il fegato venga ad essere colpito da metastasi."
Dagli interventi del prof. Lederman si è potuto constatare come la radiochirurgia stereotassica sia indubbiamente un trattamento molto sofisticato che consente una terapia altamente precisa, impensabile fino ad alcuni anni fa, poiché consente di trattare la massa tumorale senza possibilità di incorrere anche in minimi errori, responsabili spesso di molti più danni di quelli provocati dalla malattia stessa.
In Italia la tecnica della radiochirrugia stereotassica è appena agli inizi. Infatti, sotto la spinta di illustri oncologi, alcuni Centri per la Cura e lo Studio dei Tumori si stanno dotando delle attrezzature necessarie. Occorrerà però avere anche specialisti all'altezza della situazione, in grado di consolidare, il più rapidamente possibile, quel back-ground che consente l'ottenimento di risultati sovrapponibili a quelli già raggiunti nei Centri di New York e Stoccolma. |